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Il potere delle domande

Il potere delle domande.

Rileggendo gli appunti di un recente corso mi è venuta in mente una cosa che faccio da qualche tempo: lascio degli “appunti” qua e là sul tavolo ed alla fine, quando mi servono, devo andare a cercarmeli tra un foglio e l’altro, non trovandoli immediatamente ed a volte anche arrabbiandomi. Negli appunti erano riportate una serie di domande, di cui per la verità mi ero dimenticato, utili per ottenere risultati anche in campi in cui non li si hanno. Ho preso come riferimento positivo una cosa che mi riesce bene: rapportarmi bene e quasi subito con i bambini. E così, con il foglio a portata di mano, ho fatto il mio esercizio, rispondendo alle domande che trovi qui sotto, e mettendo su due colonne sia la cosa che mi riusciva bene, sia quella che non mi piaceva. 

Estratto n.4 (dal libro: fumo zero)

Estratto n.5 (dal libro: fumo zero)
La nostra vita ed i nostri comportamenti sono legati a tutta una serie di situazioni pregresse, legate a ciò che abbiamo appreso da bambini, dai genitori e dalle persone a noi più vicine, dalla scuola, dall’ambiente esterno in cui abbiamo vissuto, ed anche dalle nostre esperienze. Il risultato è che il nostro cervello, nel momento in cui arrivano le informazioni provenienti dai nostri sensi, le filtra e le elabora secondo questa sua logica, dandogli significati diversi, e infine le immagazzina. Questo lavoro di semplificazione e di filtraggio delle informazioni è necessario al cervello per non sovraccaricarlo di informazioni inutili. Ma il fatto che sia lui a stabilire in automatico quali cose siano da mantenere e quali no, fa sì che spesso, ciò che noi crediamo o pensiamo di sapere, e perfino ciò che riteniamo giusto o sbagliato, non corrisponda alla realtà delle cose. E così ci diciamo, ad esempio, che possiamo smettere di fumare quando vogliamo, mentre nella realtà, non ne siamo capaci.

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