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obbiettivo

Se fossi felice cosa farei?

Se fossi felice cosa farei?

Se fossi felice cosa farei?

Stamattina alle 5 è suonata la sveglia. Ma sentendo freddo, mi sono alzato, l’ho disattivata, e sono ritornato a  letto. Infilandomi sotto le lenzuola però, ho pensato che avrei dovuto sfruttare il fatto di rimanere al caldo, per pensare un po’ più a me stesso. Mi sono detto: ma se potessi essere felice, come dovrei essere? Mi sono rivisto coach sul palco, e poi ho rivisto Roberto con i suoi corsi. Questo è il lavoro che mi rende felice, mi sono detto. Il discorso della felicità non è una cosa nuova. E’ un po’ che sto cominciando a lavorare per questo obbiettivo. Questo pensiero di Michele coach mi ha fatto sentire subito bene. Ho detto che avrei dovuto non farmi fregare dal sonno che, rimanendo a letto, poteva arrivare all’improvviso, e così mi sono dato subito da fare, per evitare che questa cosa accadesse.

Meglio l’obbiettivo o lo scopo?

E’ meglio lavorare sull’obbiettivo o lavorare sullo scopo?

Riflettevo sul fatto che si dice spesso che bisogna lavorare per degli obbiettivi che devono essere motivanti. Ma gli obbiettivi, a pensarci bene, sono delle immagini statiche. Sono il risultato finale di un percorso. E’ qualcosa che vediamo davanti a noi e che rappresenta il risultato. Probabilmente dobbiamo impostare il tutto partendo da una domanda: perché vogliamo raggiungere quel risultato? Qual’é lo scopo? Lo scopo ci dà la spinta ad agire, è lo stimolo che ci spinge continuamente ad andare avanti e a non fermarci, che ci dà l’energia giusta per partire e puntare al risultato finale, che è l’obbiettivo.

Quando decidi di agire, fallo subito, ma prendi anche l’impegno preciso di continuare giorno dopo giorno a portare avanti ciò che hai iniziato, costi quel che costi.

Ieri sera, dopo qualche mese che mancavo da Facebook per vari motivi, ho ricevuto un messaggio da una ragazza, che mi diceva: Michele, come stai? Si ricordava di me e del mio intervento in aula, durante un corso fatto a Riccione. Questa cosa mi ha fatto venire in mente che, da quella volta, molte persone mi conoscono, e con esse si è creato anche un bel rapporto. Spesso mi dicono: “Mi ricordo, tu sei quella persona che era davanti a me (oppure di fianco), che ha avuto il coraggio di alzarsi e di parlare di se e dei propri sogni”.

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