Il potere delle domande

Il potere delle domande.

Rileggendo gli appunti di un recente corso mi è venuta in mente una cosa che faccio da qualche tempo: lascio degli “appunti” qua e là sul tavolo ed alla fine, quando mi servono, devo andare a cercarmeli tra un foglio e l’altro, non trovandoli immediatamente ed a volte anche arrabbiandomi. Negli appunti erano riportate una serie di domande, di cui per la verità mi ero dimenticato, utili per ottenere risultati anche in campi in cui non li si hanno. Ho preso come riferimento positivo una cosa che mi riesce bene: rapportarmi bene e quasi subito con i bambini. E così, con il foglio a portata di mano, ho fatto il mio esercizio, rispondendo alle domande che trovi qui sotto, e mettendo su due colonne sia la cosa che mi riusciva bene, sia quella che non mi piaceva. 

Poi ho confrontato le risposte date in ambedue le situazioni, accorgendomi che, nel secondo caso, non stavo utilizzando le strategie vincenti che avevano funzionato nel primo. Il passo successivo è stato quello di inserire queste strategie funzionanti anche nella situazione in cui non ottengo il risultato voluto.
Per avere un cambiamento a volte basta prendere coscienza del problema e farsi domande diverse. Ed individuate le strategie che non hanno dato il risultato desiderato, sostituirle con quelle che invece hanno funzionato in altri momenti o che ci hanno dato dei risultati positivi.
Mi dirai che quello che ti ho appena detto è una cosa ovvia. Si, è ovvia, ma dopo che hai capito dov’é il problema, dopo che decidi di finirla di prenderti in giro e dopo che scegli di fare qualcosa per cambiare i risultati. Non prima!
E visto che il tutto ha funzionato, ti passo le domande che io mi sono fatto. Grazie Gabriella Rania.

Ecco le domande:
a1. Cosa ti riesce bene o che ti viene facile fare?
a2. Cosa ti piace di questa cosa?
a3. Perché ti senti bravo?
a4. E’ una cosa che hai sempre fatto naturalmente o l’hai imparata?
a5. Cosa significa per te questa cosa?
a6. Cosa credi di te stesso?
a7. Cosa ti dici quando ci riesci?
a8. Qual’é l’atteggiamento che hai?
a9. Cosa credi in proposito?
a10. Ti capita di sbagliare anche lì?
a11. E cosa ti dici quando non ci riesci?

b1. Cosa non ti riesce o vuoi cambiare?
(si ripetono le stesse domande, ma questa volta per la cosa che non funziona)
Poi confronta le risposte di ambedue la serie di domande e vedi cosa manca nel secondo caso, per far si che tu possa ottenere il risultato voluto. Infine sostituisci nel secondo caso le strategie vincenti del primo.

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