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Comportamenti e consapevolezza.

Stamattina ero al mare. Camminando sul bagnasciuga ho incontrato un’amica. Mentre parlavamo le arriva una chiamata sul cellulare. Terminata la telefonata riprendiamo il discorso interrotto. Tra le tante cose mi dice anche che gli si erano cancellate quasi tutte le foto fatte di recente, e non sapeva come mai gli accadevano queste cose strane.

Gli ho detto che forse, se avesse un po’ di pazienza nell’uso del telefono, probabilmente questo non accadrebbe. E’ una persona che ogni volta che deve rispondere al telefono o deve fare qualcosa, comincia a smaniare, e così comincia a passare il dito a ripetizione sullo schermo per sbloccarlo. Ma fa la stessa cosa anche quando vede le foto o deve fare dell’altro. In poche parole non ha la pazienza di aspettare. Poi, continuando a parlare del suo telefonino mi dice: lo sai che mi sono spariti anche i “preferiti”? Io non lo so, ma non faccio niente di strano. Le ho detto scherzando: sarà tuo marito che si diverte e ti fa i dispetti. Risposta: ma lui non lo tocca il mio telefono. Ed io: non è che per caso dipende da quello che fai? Risposta: no, non credo proprio.

Per farla breve, ci sono persone che hanno bisogno di scaricare sugli altri o sugli eventi esterni i propri comportamenti. E sono disposte a negare qualsiasi loro azione che in qualche modo porti a delle conseguenze, e questo anche di fronte all’evidenza dei fatti.

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